Cinquefrondi, banda dedita a furti e rapine d'auto, appartamenti ed esercizi commerciali

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Cinquefrondi | La refurtiva: gioielli, oro, contanti, auto, persino offerte della chiesa

Cinquefrondi, banda dedita a furti e rapine
d'auto, appartamenti ed esercizi commerciali

Un'indagine del Tribunale di Palmi ha messo fine a un sodalizio
criminale al vertice del quale c'erano Guerino Napoli, 28enne, Nicola
Mercuri, 32enne e Antonino Festa, 19enne, tutti di Cinquefrondi

Redazione Online

Guerino Napoli
Guerino Napoli

CINQUEFRONDI | Un'organizzazione criminale specializzata in furti e rapine negli appartamenti, poi successivamente in esercizi commerciali e furti d'auto è stata scoperta da un'indagine condotta congiuntamente da polizia e carabinieri. A seguito della quale è emerso che i colpi messi a segno a partire dal 2011 furono circa 40, e il gruppo che aveva cominciato in piccolo, si era via via specializzato nel realizzare rapine e furti più consistenti. Una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di reati contro il patrimonio, dal momento che il gruppo organizzato si era allargato mettendo a segno episodi delittuosi sempre più consistenti. L'epilogo questa mattina all'alba. I carabinieri della compagnia di Taurianova, e gli agenti di polizia del commissariato di pubblica sicurezza di Polistena, hanno eseguito l'ordinanza di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palmi, Cristina Mazzuoccolo, il 22 gennaio 2013, su richiesta del pubblico ministero titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Andrea Papalia, della procura della Repubblica di Palmi. Quest'ultimo ha diretto le indagini a seguito delle quali ha poi contestato il reato di associazione a delinquere al fine di organizzare e mettere in atto una lunga serie di furti e rapine. Ma andiamo con ordine.

I PRIMI FURTI | L'indagine ha avuto inizio nel marzo 2011, nel comune di Cinquefrondi, quando furono registrati una serie di delitti contro il patrimonio, nello specifico furti in appartamento che a volte sfociava in rapine, e che aveva portato gli abitanti del quartiere a vivere nella paura. Il gruppo criminale, i furti e le rapine, li concretizzavano con l'ausilio di un gruppo di minorenni, con i quali cooperavano in concorso fra loro. Fra marzo e settembre 2011, sono stati denunciati in tutto 19 episodi, tutti concentrati nel medesimo quartiere. Le vittime erano persone dal profilo pressoché identico. A cominciare da anziani, circostanze che avevano indotto gli investigatori ad ipotizzare un identico e ripetitivo modus operandi. I malcapitati denunciarono regolarmente ciò che era accaduto. Talvolta alla polizia, talvolta ai carabinieri. Ed è proprio quando si è avuto il sospetto che potesse esserci un unico comune denominatore, che polizia e carabinieri hanno cominciato a cooperare nella stessa indagine.

LA SVOLTA | Il punto di svolta arrivò il 19 settembre 2011, quando l'ennesimo episodio accaduto in via Indipendenza, presso due abitazioni vicine, consentì agli investigatori di identificare il primo degli autori. In quell'episodio i proprietari di due appartamenti, parenti tra loro, abitavano a poche decine di metri, ed erano mancati da casa tutto il giorno. Alla scoperta del furto seguì un sopralluogo da parte degli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Polistena, i quali dopo aver identificato il primo dei complici, riuscì a dare una svolta alle indagini.

40 EPISODI IN TUTTO | Il fenomeno di piccoli furti e rapine, nel periodo a seguire, divenne sempre più consistente, a tal punto da assistere ad un allargamento repentino dei furti in appartamento. Fra l'ottobre 2011 e il febbraio 2012 sono stati registrati altri 24 episodi simili, ma questa volta il profilo delle vittime era cambiato. Infatti, mentre in un primo momento i malcapitati erano persone anziane e sole e il bottino limitato a piccoli quantitativi di monili in oro e soldi in contanti, nella seconda fase le vittime divennero professionisti, e furono presi di mira anche esercizi commerciali, perfino cacciatori. La refurtiva assunse margini qualitativi e quantitativi maggiori, a tal punto da comprendere gioielli di alto valore, maggiori somme di denaro, autovetture, e armi.

Nicola Mercuri
Nicola Mercuri

NEI «COMPRO-ORO» IL CAMBIO IN CONTANTI | Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse nei confronti di Guerino Napoli, 28enne già noto alle forze dell’ordine, ritenuto il vertice della struttura, il capo che aveva il compito di piazzare la refurtiva, spesso rivolgendosi ai cosiddetti “compro-oro”, Antonino Festa, 19enne, incensurato, anch’esso autore dei furti, in particolare furti di auto assieme a Luigi Napoli, fratello di Guerino, Nicola Mercuri, 32enne, tutti di Cinquefondi. Nell'ambito dello stesso provvedimento, il tribunale ha disposto la misura cautelare ma in arresto domiciliare nei confronti di Rocco Macrì, 22 anni, anch’esso di Cinquefondi. Proprio per un furto d'auto, nei primi giorni di gennaio dello scorso anno, furono arrestati Luigi Napoli, Antonino Festa e Antonio Ciurleo per il reato di furto aggravato di una Fiat Panda parcheggiata nel piazzale dell'ospedale di Polistena. Man mano che il gruppo si specializzava, furono messi a segno altri clamorosi colpi quali il furto di un'autovettura presso un autosalone di Cittanova e addirittura il furto delle offerte dei fedeli della Chiesa dell'Immacolata di Polistena, proprio all'indomani dei festeggiamenti solenni dell'Immacolata Concezione. A seguito di quegli episodi, le indagini portarono a numerosi riscontri e al recupero di parte della refurtiva. L'oro, invece, non veniva quasi mai recuperato in quanto cambiato direttamente da Napoli e da Festa, come detto, nei “compro-oro” operanti sul territorio.

Nel corso delle operazioni sono state eseguite altre otto perquisizioni domiciliari, nonché le notifiche di avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altri tre denunciati a piede libero: Andrea Giovinazzo e Antonio Ciurleo, entrambi 21enni, e Giuseppe Bruzzese, 20enne. Nel sodalizio venivano coinvolti anche altri 6 minorenni, che per gli stessi reati sono stati denunciati alla procura dei Minorenni di Reggio Calabria. I due Napoli e Festa si servivano dei minorenni i quali venivano impiegati come manovali sia a livello operativo che logistico, ma anche di sorveglianza mirata ad eludere eventuali controlli di polizia.

Martedì 29 gennaio 2013

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