di Redazione
Il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha disposto la confisca di numerosi beni riconducibili a Antonino Ciappina, nato a Vibo Valentia, ritenuto affiliato alla cosca “Gallico” operante nel territorio di Palmi e con ramificazioni nel nord Italia. Si tratta di una nuova operazione atta ad "aggredire" i patrimoni illecitamente acquisiti da soggetti contigui alle cosche di 'ndrangheta operanti sul territorio.
Si tratta di uno dei provvedimenti scaturiti dall'operazione "Cosa Mia", che indaga in particolare sulla cosca "Gallico", operante nel territorio di Palmi e con ramificazioni nel Nord Italia. Il procedimento penale si è svolto a cura della Squadra Mobile e dal Commissariato della Polizia di Stato di Palmi, diretti dalla Procura della Repubblica - Dda di Reggio Calabria
L'operazione, prima di quest'ultimo sviluppo odierno, ha coinvolto alcune tra le maggiori famiglie di 'ndrangheta operanti nel territorio di Palmi (dei Gallico-Morgante-Sgrò-Sciglitano), particolarmente attivi nel campo della estorsione e dei delitti contro il patrimonio, in riferimento agli appalti per l'ammodernamento dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, svincoli tra Gioia Tauro e Scilla
Al Ciappina Antonino, è stato contestato di aver fornito un costante contributo per la vita dell’associazione, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo e dedicandosi prevalentemente alle attività estorsive, in attuazione delle disposizioni impartite dal capo cosca, Rocco Gallico, di cui era uomo di fiducia e del quale ha favorito la latitanza.
Le indagini degli uomini della Squadra Mobile, hanno portato al sequestro di vari immobili, polizze assicurative ed altri conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi, nonchè quote sociali di varie aziende operanti a Palmi e nel Nord Italia, in particolare nella provincia di Bergamo e in quella di Milano, esercenti nel campo dell'edilizia, commercio e ingrosso di legname e nel settore ortofrutticolo. Il valore complessivo dei beni sequestrati è di sei milioni di euro.
Giovedì 22 maggio 2014
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