di Redazione
La Dia di Reggio Calabria ha sequestrato beni per un valore di tredici milioni di euro all'imprenditore Nicola Romano, di Antonimina, ritenuto dagli investigatori legato alla cosca della 'ndrangheta dei Cordì di Locri.
Romano, operaio forestale, ma di fatto a capo di una serie di attività imprenditoriali dedite alla realizzazione di opere pubbliche ed al taglio boschivo, era stato oggetto di custodia cautelare in carcere, a causa della sua pericolosità sociale, nel corso dell'operazione "Saggezza", messa in atto dal personale del comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri, nell'ottobre del 2012, insieme ad altri 33 soggetti.
Nelle indagini, è emerso il ruolo apicale di Romano nell'ambito della 'ndrina di Antonimina e anche in una sorta di organizzazione che riuniva le famiglie malavitose dei comuni limitrofi, che intratteneva rapporti con i clan dei paesi della provincia reggina.
Nel dettaglio, a Romano sono state sequestrate, su disposizione del Tribunale di Reggio Calabria – Sez. Mis. di Prev. ,presieduto dalla Dssa. Ornella Pastore, 4 aziende, 47 immobili e conti correnti a lui riconducibili.
Romano è attualmente detenuto in carcere ed è stato rinviato a giudizio lo scorso ottobre, per un totale di 35 capi d'imputazione.
Giovedì 29 maggio 2014
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