di Redazione
Tempo di presentazione per il neo presidente della Viola Basket, Giusva Branca, che ha parlato così alla prima conferenza stampa da numero uno del club:
«Sono emozionato e onorato pensando soprattutto al prestigio di chi mi ha preceduto in questo ruolo. Quello in cui sto entrando, è un progetto avviato già da quattro anni da una proprietà che tra mille difficoltà è riuscita a fare due salti di categoria, stabilizzando una situazione economica difficile e operando contro la diffidenza della cittadinanza. Oggi la Viola, se escludiamo il Crotone calcio, è la massima espressione sportiva calabrese. Adesso, la sfida è creare nuova aggregazione. La Viola è un'anima diffusa, è senso d'appartenenza. Alla Viola si lega il futuro dei nostri figli, il miglioramento delle possibilità di fare pratica sportiva in una città che non ha più spazi idonei. Bisogna spendersi, perché la Viola può creare benessere diffuso. La Viola non deve rinascere, la Viola c'è già. C'è una proprietà di Gioia Tauro che si è sobbarcata tutte le difficoltà di una stagione a Vibo, senza che Reggio muovesse un dito. Va inoltre dato atto a Muscolino e Campisi di non aver prodotto un centesimo di debiti».
Questi gli obiettivi del neo dirigente del club reggino: «Dobbiamo però tornare a essere comunità, tornare a occupare il quotidiano, essere protagonisti con la prima squadra di iniziative di carattere sociale, riportare con il supporto degli istruttori, il basket nelle strade. Paradossalmente la gara della domenica dovrà essere solo l'ultimo atto di una settimana all'insegna della Viola. Occorre recuperare un ruolo autorevole in Lega, anche per indirizzare le scelte spesso non troppo chiare del movimento. Per fare ciò rafforzeremo da subito il rapporto anche con il Coni regionale. Più in generale poi, contiamo di ripristinare quello stesso spirito volontaristico che ha segnato gli anni migliori. Pensiamo a una Viola capace, fra due o tre anni, di autogestirsi»
Questione impianti sportivi, Branca è molto fiducioso sull'esito positivo su PalaPentimele e Centro Sportivo di Modena: «Sul PalaPentimele possiamo essere cautamente ottimisti e ad oggi, non ho dubbi nel dire che giocheremo lì. Dall’interlocuzione con la Provincia abbiamo ricevuto segnali positivi anche sul fronte del Centro sportivo che, auspichiamo, possa diventare un luogo aperto alla città. In ogni caso una task force verificherà ogni singolo step di queste vicende, comunicando in tempo reale avanzamenti ed eventuali intoppi. Una cosa è certa le responsabilità avranno finalmente un nome e un cognome. Lo dobbiamo ai tifosi, specie a quello zoccolo duro che in tutti questi anni non ha fatto mai mancare la propria presenza anche nei momenti più bui».
Domenica 8 giugno 2014
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